Si chiama “coraggio expat”

La prima volta che ci siamo incrociate e’ stata nel suo luogo preferito: la piazza. Silvia e’ un’amica colorata, solare, generosa. A Monaco ci e’ arrivata con il cuore pesante ma di strada ne ha fatta tanta, privatamente e professionalmente, e oggi la guardo con ammirazione perche’ ha saputo avere il coraggio giusto per dar voce a se’ stessa. Oggi si divide tra lavoro dipendente, attivita’ in proprio e tanti bei viaggi su un simpatico camperino T4 California in compagnia della sua dolce meta’, tanti cuscini colorati e un micio nero. La sua vivace intervista la riporto qui sotto. Buona lettura!

Puoi raccontarmi quando e per quale motivo sei arrivata qui a Monaco di Baviera?

Era l’inverno del 2014 ed ero molto stanca della precarietà lavorativa italiana. Sentivo necessaria un’esperienza all’estero e nonostante fossi legata sentimentalmente ad un ragazzo, sentivo fosse arrivato il momento giusto per una nuova avventura.

Conoscevi gia’ questa citta’? Quali sono state le tue prime impressioni? Avevi vissuto in altre citta’ tedesche per avere un termine di comparazione?

Monaco già la conoscevo. Ero stata una volta in gita scolastica, a più riprese con i miei genitori e inoltre ero venuta a trovare varie volte una mia cara amica che ha delle attività in città. È stata proprio lei a darmi una “spintarella” per trasferirmi.

Hai un titolo di studio? Hai continuato ad utlizzarlo o ti sei reinventata? In che modo?

Sono laureata in Disegno Industriale e ho concluso il master in Interior Yacht Design nel 2010, settore del lusso, una nicchia dalle ahimè rare possibilità lavorative. La mia passione per le stoffe e i materiali mi ha permesso di trovare facilmente (dopo cinque mesi ) impiego in un negozio di arredamento con contratto a tempo indeterminato. Al momento, oltre ad essere assunta ho inaugurato come freelancer una piccola attività in proprio nella produzione di cuscini di design cuciti da me con una macchina da cucire vintage anni Cinquanta, una Ideal ZigZag Deluxe.

In che modo ti senti legata a questa citta’? Che valore aggiunto ha dato alla tua vita vivere qui?

Voglio bene a Monaco. È stata partecipe nel bene e nel male di quell’inevitabile percorso fisiologico che ti trasforma da una ragazza ventenne ad una donna trentenne. Ha vissuto con me le mie gioie e i miei dolori.

Ti senti diversa da come sei partita? Se si, in che misura e sotto quali aspetti?

Si, fortunatamente sono diversa da quando sono partita. Sono trascorsi cinque anni e mezzo, quel che basta per maturare ed avere altre priorità. Non saprei dire in che misura Monaco mi ha aiutata in questo sviluppo interiore ma certamente é stato umano e vitale!

Ti senti integrata? Hai avuto la possibilita’ di imparare bene la lingua locale, fatti storici e culturali, seguire aspetti sociali e sviluppare relazioni soddisfacenti con persone tedesche? Pensi che lo stato e la societa’ tedesche diano sufficienti mezzi e opportunita’ a riguardo?

Alla domanda sull’integrazione non posso che rispondere con grande positivitá! La città di Monaco mi ha completamente regalato un corso full time di tedesco di tre mesi e rimborsato le spese dei trasporti casa-scuola. Grazie a questo corso di integrazione ho migliorato la lingua e avuto l’opportunitá di trovare un ottimo impiego nel mio settore. Tramite il mio lavoro mi sono avvicinata alla cultura e alla mentalità tedesca e grazie a molti dei miei clienti innamorati dell’Italia ho anche imparato a vedere la mia patria sotto un altro punta di vista. Qui ho conosciuto il mio attuale ragazzo bavarese e con lui ho girato la Germania, scoperto dei luoghi meravigliosi e conosciuto persone generose. Detto questo peró, non é per niente facile esprimersi quotidianamente in un’altra lingua e la comunicazione con il prossimo diventa diversa rispetto a quella a cui si é abituati “a casa propria”. Ci sono dei giorni in cui ci si sente difettosi e lo si legge negli occhi della gente che si sforza (o anche no) di capire quello che si sta cercando di esprimere. Sono assolutamente convinta che il miglior modo di integrarsi in un paese é imparare al meglio la lingua, anche per mantenere la professionalitá nel lavoro e la propria credibilità come persona.

Che aspetti apprezzi e non apprezzi della societa’ tedesca? Sono piu’ quelli che hai imparato ad apprezzare o a “criticare” nel corso del tempo? Puoi farmi qualche esempio?

Ci sono decisamente più aspetti positivi che negativi nella cittá di Monaco. Non posso parlare della Germania per intero perché non ho vissuto il resto del paese e da quanto ho imparato nel corso degli anni, la Baviera é molto diversa da tutte le altre regioni tedesche, sotto diversi aspetti. Da subito ho apprezzato nei tedeschi il rispetto che hanno per la natura e l’ambiente. Comprare prodotti senza packaging, riciclare, utilizzare sacchetti di carta e di tela piuttosto che di plastica, fare un picnic e non lasciare mai rifiuti in giro. E semplicemente geniale trovo il loro sistema di Pfand, il nostro “vuoto a rendere” che mantiene la città molto pulita (anche per loro che sono decisamente parsimoniosi e stanno attenti al centesimo!). Inoltre il rispetto per le cose altrui (per esempio se si trova qualcosa di valore lo si restituisce subito al suo proprietario e non lo si “intasca”), il non temere che i tuoi oggetti vengano rubati da un tavolino mentre si é al bar piuttosto che la bicicletta mentre si compra il pane, o il far notare se il resto dato non é corretto… insomma, da italiana mi piace molto non dover sempre star attenta a non essere fregata! E poi c’é ancora qualcos’altro che mi fa piacevolmente sorridere delle ragazze tedesche: loro si incontrano per cucinare insieme i biscotti di natale o per fare dello sport insieme. Noi italiane normalmente per bere un caffè sedute al bar!

E ora un paio di cose negative che proprio non riesco a digerire:

1. Pianificare. Tutto e’ già deciso per tempo e non importa se si tratta di un veloce caffé, una gita o un impegno di lavoro, coi tedeschi bisogna organizzarsi almeno dieci giorni prima!

2. Il freestyle non rientra nel loro vocabolario. Se un tedesco é stato assunto per una mansione, non chiedergli di svolgere anche solo qualcosa che si possa leggermente scostare: lui non ne e’ responsabile! Quindi incrociate le dita e sperate che non avvenga un contrattempo nel lavoro perché il tedesco va in pallone!

Cosa ti manca di piu’ del tuo paese di origine? Come convivi con la tua provenienza e le tue radici?

Dell’Italia ci sono delle cose ben chiare di cui sento la mancanza o che comunque se ci fossero anche qui renderebbero questo posto perfetto. La prima cosa é la piazza. Lo stare insieme, condividere e chiacchierare per ore all’aperto, incontrare gente più o meno conosciuta e scambiarci due parole. La spontaneità di suonare a casa di amici e improvvisare un aperitivo ( e per l´appunto scendere giù in piazza 😉 ). La cultura per il buon cibo poi é ahimè una grande croce per noi italiani all´estero! E come le vivo queste differenze? Come in ogni rapporto in cui a volte si litiga, ci si stanca ma poi si fa pace e ci si vuole bene.

Senti che questo paese possa garantirti un futuro, per te e per tutte le persone coinvolte nella tua vita quotidiana (fidanzato, marito, figli etc.). Pensi – al momento – di poter rimanere qui ancora a lungo? Se si/ no perche’?

Ho girato e vissuto in tante cittá ed é difficile trovare un’alternativa all’altezza di Monaco per quanto riguarda un futuro professionale e una qualità di vita degna di essere chiamata tale. Ma siamo fatti di carne e sentimenti e, a differenza di quello che credono in tanti, noi non siamo quello che facciamo. Si, qui é tutto molto semplice, si conduce una vita senza particolari difficoltà e paure ma talvolta le sfide sono il sale della vita. Quindi non lo so dove saró e dove mi porterá il futuro ma dentro di me sento che potrei di nuovo essere pronta per una nuova avventura!