La quarantena delle opportunità

Giorno 28 di quarantena e mi sembra che questo mese sia quasi volato. Esprimermi in questi termini può essere per alcuni straniante, ma per me è effettivamente stato così: veloce, intenso ed educativo.

Un primo nodo che abbiamo dovuto sciogliere è stato sicuramente quello dell’organizzazione nella gestione bimbo-lavoro-casa. Abbiamo dovuto fissare due turni, mattina e pomeriggio, per poter lavorare e gestire nostro figlio da casa. Dato che pur a distanza non ci dovevamo fermare, abbiamo stabilito orari ben precisi, assieme alle attività da far fare al piccolo. Per nostra fortuna Leonardo non è in età scolare (tutta la mia ammirazione per voi mamme dedicate a questa fase delicata) e questo ha semplificato ma non sgravato il repertorio delle idee in archivio. Insomma, oltre che a architetto e ingegnere ci siamo improvvisati in educatori infantili e ne abbiamo compreso l’enorme apporto quotidiano, senza per forza diventare esperti nel metodo Montessori , bensì prendendo quello che l’informazione e il buon senso ci mettono a disposizione.

E i momenti di vuoto o noia sono arrivati comunque, senza essere stati però affrontati con ansia o malumore.

D’altro canto, il lavoro da casa non è diventato meno gravoso. I nostri posti di lavoro sono, con risvolti positivi e negativi, quasi perfettamente svolgibili anche a distanza e la digitalizzazione di molti procedimenti è avvenuta in maniera piu’ o meno automatica.

Tradotto: interruzione lavorativa quasi inesistente.

Appuntamenti e conferenze vengono ormai fissati e gestiti completamente online, così come presentazioni, bilanci, verifiche e pagamenti. Certo, il contatto ad personam manca e per noi rimane insostituibile (nonostante tutto, uscire dalla porta di casa e confrontarsi con i colleghi davanti un caffè mancano), ma energie e concentrazione sono state convogliate in una nuova modalità digitale, dovuto ad esigenze contingenti. Insomma, lavoriamo piu’ mirati, piu’ stanchi ma con un umore leggermente migliore.

Vivere in tre in pochi metri quadrati è poi un tema delicato, specialmente se non si può predisporre di un giardino o di un terrazzo, che da sempre considero il vero e proprio polmone di una casa. In Germania non vige un veto sugli spostamenti da casa e spesso ho pensato che il governo lo abbia voluto evitare per il semplice motivo che la popolazione tedesca si nutre piu’ del fuori che del dentro casa. Mi è capitato di entrare in alcune case tedesche in cui gli esterni erano nettamente piu’ confortevoli e curati che gli interni. Una casualità? Può essere. Il mio interesse si è sempre però spostato verso gli interni.

In queste settimane non ho smesso di sentire amici e conoscenti italiani all’opera in lavori di ritinteggiatura, riparazione, recupero…iniziative che io ritengo meravigliose, perché gli ambienti in cui viviamo assorbono come spugne le nostre vite e hanno ripetutamente bisogno di aria nuova. Io stessa ho spulciato vari tutorial YouTube e ho cercato di rinfrescare il mio terrazzo tra la chiamata prorompente della primavera e i mezzi attualmente a disposizione. Incredibile come con un po’ di curiosità ed ingegno possano trasformare la propria casa da una caverna asfittica ad un ambiente vivace ed arioso.

Ed infine, come ho prima accennato una risorsa importante: la rete come opportunità e luogo di solidarietà. Come ogni mezzo, da usare con parsimonia e spirito critico, ma in questo periodo come non mai carico di gesti belli e degni di riconoscimento. Della durata di pochi minuti fino ad un’ora, molti professionisti attualmente in stallo lavorativo hanno scelto di non farsi ingabbiare dalla rabbia e dalla negatività e hanno preso in mano la situazione donando le loro conoscenze in modo gratuito o a scopo benefico.

Organizzandomi con pochi minuti al giorno, soprattutto la sera, ho potuto iniziare a scoprire il piacere di fare sport o meditazione in casa, imparare a rammendare e non buttare i vestiti, infornare piatti usando piatti di riciclo, aggiornarmi su temi e programmi lavorativi che avevo in archivio da tempo. Complici i minori spostamenti, la migliore focalizzazione di energie, questo mese ha posto luce su tante cose che erroneamente sottovalutavo e ponevo sempre in secondo piano.

Insomma, come ogni esperienza anche questa mi sta insegnando un bel pò di strumenti nuovi da testare su di me stessa e che a lungo andare potranno sicuramente darmi i loro frutti.

Certo, la motivazione non è sempre tutti i giorni alla stessa intensità. Ne capitano innumerevoli anche di “giorni no” in cui problemi lavorativi o piccole difficoltà familiari offuscano la visione.

Quello di cui se ne deve fare è per me accettarli come parte del gioco e dargli uno spazio temporale limitato. La ricetta del rimedio è diversa per ognuno di noi ma non per questo difficile da trovare; le domande rimangono sempre le stesse e le risposte non devono essere astruse nè irrealizzabili.

Insomma, la parola d’ordine rimane e rimarrà sempre: reagire e non darsi per sconfitti. E voi, che canali d’uscita avete trovato o state testando in questa situazione così atipica? Vogliamo scambiarci qualche consiglio nei commenti?