L’inserimento in asilo tedesco

Finalmente abbiamo completato l’inserimento in asilo tedesco. Credevo potesse essere piu’ veloce, ma l’effetto Covid e’ riemerso a galla e questa volta non e’ andato cosi’ veloce come mi sarei aspettata.

La prima settimana in particolare è stata una roulette di emozioni, per me e per lui. Il distacco che avevo vissuto con serenità in asilo nido è stato in questo caso meno leggero ed immediato. Dopo tanti mesi di convivenza mi sono meravigliata di quanto fosse cambiato il nostro legame. Una cambiamento imposto, che pero’ purtroppo, come si dice in spagnolo, ci ha inevitabilmente “passato fattura”.

L’inserimento in asilo tedesco avviene molto diversamente che in Italia e questo articolo spero possa aiutare vari genitori italiani, magari freschi di trasferimento in Germania e ancora non proprio sciolti linguisticamente, a capire come funzioni e cosa potersi aspettare.

In tedesco il termine inserimento si traduce con Eingewöhnung e designa una fase piu’ o meno lunga di adattamento di un bambino in un asilo nido (la Kinderkrippe, fino a tre anni compiuti) o in una scuola materna (Kindergarten, fino a quasi sei anni compiuti).

Questo processo non è sempre esistito negli asili europei: voi ricordate di averne vissuto uno? Io proprio no. Per questo mi ha incuriosita saperne di piu’ sulla sua teoria e logiche di sviluppo e offrirvi una base conoscitiva a riguardo.

In Germania esistono attualmente vari modelli di inserimento.

Il piu’ datato e’ il Berliner Modell (o “modello berlinese” degli anni Ottanta di Laewen, Andres & Hédérvari-Heller dell‘ Infans-Institut) che si basa su un adattamento progressivo del bambino all’ambiente e a un educatore di riferimento, sotto presenza quasi costante di un genitore. L’inserimento si svolge nell’osservanza di cinque fasi:

  1. Un incontro informativo previo con i genitori per spiegare in dettaglio lo svolgimento dell’inserimento e la Tagesablauf, o quotidianita’ in asilo. Questo incontro si è svolto per noi sempre circa un mese prima dell’inizio dell’inserimento ed e’ stato molto utile non solo per noi ma anche per l’educatore per conoscerci reciprocamente. In sede ci siamo scambiati varie informazioni importanti (ad es. abitudini alimentari, di gioco, riposo, particolarita’ varie ecc.) e abbiamo raccolto un’impressione comune. Un incontro quindi piu’ che necessario!

Alcune note importanti: al nido questo appuntamento è avvenuto in sede di firma del contratto per concentrare meglio tempi e domande (Leo aveva a suo tempo solo sei mesi di vita). Durante l’appuntamento abbiamo concordato insieme la data di inizio (quasi sempre un lunedi’), il genitore che avrebbe seguito l’inserimento e fatto fare copia del libretto pediatrico e del libretto vaccinale di Leonardo. In Germania la Masern Impfung, la vaccinazione contro il morbillo, e’ obbligatoria. Anche altri eventuali certificati medici attestanti allergie o malattie sono da rendersi noti! Alcuni asili vi domanderanno di presentare al primo giorno di inserimento anche un attestato medico di buona salute del bambino. Quando la data di inizio dell’inserimento vi sara’ nota, fissate con il pediatra un appuntamento qualche giorno prima per il rilascio del certificato!

  1. La Grundphase o fase iniziale, di circa due – tre giorni, in cui il bambino rimane nel suo gruppo tra una e due ore al massimo, sempre sotto presenza del genitore in aula. Lì il bambino puo’ prendere contatto con l’ambiente e con il suo educatore/ educatrice sotto gli occhi presenti del genitore, che però deve rimanere un osservatore e non intervenire nel libero movimento del figlio. Quello che consiglio e‘ tanta pazienza, presenza ma non invadenza e pochi disturbi esterni (appuntamenti ed impegni) durante questa fase delicata.
  2. La Trennungsversuch o tentativo di separazione. Molti genitori temono questo giorno, che e’ normalmente il quarto o il quinto in successione a seconda dell’andamento soggettivo. Normalmente l’educatore chiede al genitore di non andarsene “di soppiatto” e di salutare il proprio bambino, e l’assenza puo’ durare dai dieci minuti a mezz‘ora. Se il bambino comincia a piangere ma l’educatore/ educatrice riesce a consolarlo in pochi minuti, il tema e’ risolto. Altrimenti l’educatore richiama il genitore in aula e si valuta un eventuale nuovo tentativo durante la seconda settimana. Con Leo la prima separazione è durata (nel suo caso) un’ora; dopo cinque minuti di lacrime e strilli l’educatrice è riuscita a calmarlo e ad avviarlo al gioco.

Cose da sapere: piu’ picccolo e’ il bambino, meno la separazione sara’ – almeno per lui – dolorosa. Qui a Monaco come sapete molte madri tendono a non lasciare il loro bambino in un nido prima del compimento dell’anno d’eta’. Un complesso sociale assurdo – dettato a mio parere da puri stereotipi e debolezze sociali – che in realta’ non aiuta il processo di separazione. Prescindendo dal fatto che ogni situazione e’ a se’, e’ proprio avvicinandosi agli otto/ nove mesi che la separazione per il bambino si fa dolorosa. Se potete inserire quindi un bambino prima e vivete questa possibilita’ serenamente, non fatevi alcun problema. Con entrambi i miei bambini ha funzionato benissimo e la fiducia iniziale instaurata con le educatrici di riferimento e’ stata ottima. Sensi di colpa? Nessuno.

  1. Stabilisierungsphase o fase di consolidamento; qui il bambino che stia superando bene i momenti di separazione entra in contatto personale con ambiente e le persone e, sotto osservazione delle sue reazioni, i tempi di permanenza progressivamente si prolungano.

Da sapere: ogni lunedi’ verra’ sempre ripresa la routine del venerdi precedente. Il bambino era riuscito a rimanere dalle 9 alle 11 con un distacco di mezz’ora finale? Anche il lunedi’ avverra’ esattamente lo stesso. Durante i distacchi i genitori vengono mandati in una sala limitrofa apposita dove possono eventualmente telefonare o lavorare in tranquillita’ (portandosi appresso laptop etc.)

  1. Schlussphase o fase finale, momento in cui il genitore non rimane piu’ con il figlio nell’asilo bensì lo lascia sulla porta dell’aula, ma rimane telefonicamente raggiungibile per qualsiasi evenienza. La fase finale si conclude quando il piccolo accetta il proprio educatore/ educatrice e si lascia consolare da lui/ lei nei momenti di crisi.

Dal 2009 il Modello di Monaco (Münchener Eingewöhnungsmodell secondo Winner & Erndt-Doll) si è affiancato a quello berlinese nell’aggiornamento di alcuni precetti. Secondo questo modello il bambino viene considerato un “essere dotato di forza propria“ che, nel momento in cui supera un ostacolo come un inserimento, è in grado di superare anche ostacoli successivi ben piu’ difficili. La forza del legame si instaura non tra individuo ed individuo, bensì tra individuo e gruppo, con lo scopo di far coinvolgere piu’ agenti nel processo di adattamento e di non vincolare una relazione.

Lo svolgimento avviene piu’ o meno cosi’:

  1. Dopo un primo incontro conoscitivo tra famiglia e struttura il bambino vive la cosiddetta Schnupperwoche o “settimana di prova” in cui prende contatto, senza separazioni, con ambiente, persone ed educatori in varie situazioni che osservano le sue reazioni e i fuochi di attenzione.
  2. Il primo tentativo di separazione avviene, secondo letteratura, al sesto giorno. Nel momento in cui le crisi da separazione non sussistono piu’ i periodi di permanenza nel gruppo senza genitore vengono sempre piu’ prolungati.
  3. Durante l’inserimento vengono continuamente condotti dei colloqui con il genitore per approfondire la conoscenza reciproca e costruire un clima di fiducia (su questo posso confermare, il dialogo è stato quotidiano e molto costruttivo).

Come vedete i modelli sono, a parte alcuni dettagli e concetti formali, abbastanza simili. Dopo un periodo di “presa di contatto” avviene una separazione breve che, se superata, viene ripetuta nei giorni successivi secondo tempistiche sempre piu’ lunghe. L’inserimento standard in Germania è relativamente lungo rispetto all’Italia (non dura una settimana, bensì minimo due e nella maggior parte dei casi si conclude in massimo quattro/sei settimane). Per questo molti genitori usano prendersi ferie o sfruttare il famigerato Elternzeit o periodo di maternità/ paternità (se volete saperne di piu’ cliccate qui). E‘ una fase cui in Germania si deve purtroppo dedicare tempo e pazienza…da preparare!

Che esperienze o opinioni potete apportare rispetto al vostro caso? Che cosa pensate a rispetto? Vi aspetto qui sotto nei commenti o sulle mie pagine social Instagram e Facebook. A presto!