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Stabilire i confini: guida semiseria per genitori

Ci sono confini geografici, confini architettonici, confini mentali…e poi ci sono quelli che ti salvano dal rispondere “ok, ci penso io” anche quando sei in ciabatte, con la faccia color dentifricio e la cena ancora da scongelare.

Se sei genitore, lo sai: i confini non sono una moda new age, sono strumenti di sopravvivenza emotiva. Non servono solo per dire “no” agli altri, ma soprattutto per dire “sì” a te.

Oggi parleremo di un tema importante per la salute mentale non solo personale, ma anche di tutta la nostra famiglia: stabilire i confini e saperli difendere.

Cos’è davvero un confine?

Un confine non è un muro. È una linea invisibile, ma potentissima.
È il modo in cui scegli dove finisci tu e dove iniziano gli altri.
È la capacità di proteggere tempo, energia, spazio mentale. È sapere cosa ti rappresenta davvero e cosa invece stai facendo solo per abitudine, senso del dovere, aspettative.

È quando decidi che:

  • il sabato mattina non si pianifica nulla prima delle 10 (e nessuno muore per questo)
  • il telefono resta in modalità aereo dalle 21:30 (sì, anche se tua suocera ha appena scritto “poi ti dico”)
  • “no” è una frase completa (senza bisogno di allegare una presentazione PowerPoint per giustificarlo)

Ma come si fa a definirli?

La cruda verita’: non ce lo insegna nessuno. Ma ci si può arrivare così, con dolcezza (e un pizzico di coraggio):

1. Fermati

Sì, proprio adesso. Fai una pausa di 5 minuti e chiediti:

“Cosa sto facendo in questo periodo che mi rappresenta davvero?”
“Dove sto mettendo il mio tempo, la mia attenzione, il mio cuore?”

Pensa a cose semplici, ma che influenzano spesso il mood della giornata. Ad esempio:

  • ho finalmente ricominciato a leggere libri cartacei e a dare la buonanotte alle 21 a WhatsApp
  • sto dicendo di no al secondo bicchiere di vino, ma di sì a un’ora in più di sonno
  • mi sono concessa 20 minuti di ballo libero in cucina, anche se c’erano ancora i piatti da lavare

2. Fai una selezione consapevole

Su questo devi fare un’analisi “di pancia” rispetto al tuo quotidiano:

  • Cosa ti fa sorridere, anche solo dentro?
  • Cosa ti lascia stanca, svuotata o con quella strana voglia di scappare in un eremo?

3. Domandati cosa vuoi cambiare

E qui arrivano le domande importanti:

  • Perché sento il bisogno di questo cambiamento?
  • Cosa posso fare, anche in piccolo, per onorarlo?
  • Come posso renderlo reale nella mia quotidianità?

Non serve rivoluzionare tutto. A volte basta un “no” detto in tempo, o un “sì” detto finalmente a sé stesse.

stabilire i confini, una donna che cammina libera sulla strada
Stabilire confini come strategia per aprire strade nuove. Foto da Pexels.


Esempi di piccoli ma rivoluzionari confini:

Uscire a camminare senza obiettivi (no, la spesa non vale).

Bloccare in agenda un martedì sera al mese per una serata pizza e serie sceme (senza multitasking e senza sensi di colpa).

Delegare la gestione dei compiti del lunedì al partner (e resistere all’impulso di “controllare se è stato fatto bene”).

👶 E con i figli?

Sì, si può.
Anche con quelli che sembrano avere un radar interno per individuare il momento esatto in cui ti sei seduta.

Dire “Ora ho bisogno di stare un attimo da sola” non è egoismo.
È un atto educativo.
Insegna rispetto, ascolto e autonomia.

E, bonus: se ti vedono proteggere il tuo tempo e i tuoi bisogni, impareranno anche loro a farlo con i propri.

Stabilire i confini per vedersi meglio

In sintesi:

I confini non ti separano dal mondo, ti aiutano a ritrovarti.
Ti fanno spazio dentro.
E quando c’è spazio, puoi finalmente respirare. Ballare. Pensare. Sorridere.

Anche tra i Lego sparsi per terra e la lista della spesa dimenticata.

Marta collabora al blog dal 2023. Nel quotidiano e’ Trainer, HR Business Partner e Professional Coach, oltre che mamma di una bambina di tre anni. Per conoscerla piu’ da vicino ti consiglio di visitare il suo sito novellacoaching. Vive a Monaco di Baviera dal 2020 e ha compiuto con il suo compagno un giro intorno al mondo, raccontato nel libro autobiografico “Al di là dell’orizzonte“.

Insieme abbiamo fondato nel 2024 un progetto di group coaching per donne expat, Let it bloom.

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