Il colloquio di lavoro in Germania

Ricordando il mio primo colloquio di lavoro in Germania mi viene un po’ la pelle d’oca.

Nel maggio del 2012, preparando il mio viaggio di sola andata verso Monaco di Baviera mi era arrivato – in seguito ad una candidatura – un invito per email. Inaspettato. In cui ad un punto si leggeva:

(…)Wir würden Sie auf ein Vorstellungsgespräch am Donnestag xx.xx um 17 Uhr in unserem Haus einladen(…)

“(…) vorremmo invitarla ad un colloquio di presentazione giovedi’ xx.xx alle ore 17 nel nostro studio (…)”

Un invito al mio primo colloquio tedesco. Salti di gioia! Ma anche: tanto nervoso e tanta emozione.

Per tradire l’attesa avevo usato quei pochi giorni per stampare copie di:

  • Curriculum e lettera di presentazione che gli avevo inviato (se vuoi avere piu‘ indicazioni riguardo al tema leggi qui)
  • L’annuncio cui mi ero candidata, su cui avevo evidenziato tutte le parole chiave che credevo potessero corrispondere con il mio profilo (per aiutare eventuali chiarimenti)
  • Il mio portfolio progetti. Pulito, curato, ben impaginato ed in un formato semplice alla consultazione (A4 orizzontale, organizzato gia’ molti mesi addietro)
  • Tutti i certificati relativi a esperienze lavorative, corsi ed esami superati (inerenti alla mia Laurea)
  • Una scaletta – questa naturalmente strettamente personale e da tenersi a mente durante la chiacchierata – in cui avevo strutturato il famigerato “racconto di me” e annotato dati ed informazioni sullo studio presso cui mi candidavo.

Non vi sto ad aggiungere quanto abbia poi visto e rivisto la scelta dell’abbigliamento (che nell’emancipata Germania rimane comunque, in sede di colloquio, un fattore importante) e del tragitto da percorrere (metro o tram) per raggiungere la sede con i fatidici dieci minuti di anticipo. Fatto sta che: arrivai preparatissima ma il colloquio fu un fiasco. Perche’? Per un semplice fattore:

ero ancora un alieno su questo piccolo pezzo di pianeta

Lavoravo da soli due anni ma non avevo esperienza del sistema locale. Cercavo di difendermi con il tedesco quando con questa lingua ci dovevo ancora far pace. E soprattutto: non sapevo rispondere adeguatamente a meta’ delle domande che mi facevano:

  • Welche Leistungsphasen haben Sie bisher betreut? (Quali fasi di progetto ha seguito finora?)
  • Haben Sie Ausschreibungen erstellt? (Ha steso computi estimativi?)
  • Kennen Sie sich mit der Kostenschätzung – und Kostenberechnung aus? (Ha esperienza con stima e calcolo dei costi?)
  • Haben Sie Bauleitung übernommen? (Ha mai fatto Direzione Lavori?)

Milioni di termini ( Leistungsphasen, Ausschreibung, Vergabe, Bauleitung…) cui dietro si erigevano MONDI di cui non avevo se non un’idea lontanissima o addirittura INESISTENTE.

Insomma: il mio inizio e’ stato una vera e propria doccia fredda in cui ho capito che i colloqui di lavoro sarebbero dovuti essere per me occasione piu’ di apprendimento che di sicuro successo.

Esperienza dopo esperienza pero’ posso sicuramente affermare che: NONOSTANTE TUTTO ne e’ valsa la pena.

E il mio approccio ne e’ uscito molto piu’ sicuro e pragmatico. Soprattutto: ho capito cosa in sede di colloquio spesso possa essere richiesto e su cosa vale la pena rispondere o meno, anche lecitamente MENTENDO.

In questo articolo non vi potro’ convertire in candidati ideali. Solo l’esperienza e la sicurezza che costruirete nel lavoro che svolgete quotidianamente (e come lo fate!) potra’ trasformarvici. Questo articolo e’ pensato per rendervi coscienti di cio’ che vi aspetta e consigliarvi su come dirigere la conversazione in momenti scomodi o forse anche (soprattutto per tanti genitori e tante madri) imbarazzanti.

Andiamo per punti:

  1. Dal piu’ banale: arrivate puliti e ben vestiti. Un po’ come fareste in Italia ma senza sembrare rindondanti. E soprattutto: curate i dieci minuti di anticipo SEMPRE. Se quel giorno doveste riscontrare ritardi chiamate subito per avvisare …e’ spesso un dettaglio gradito. Una frase esempio da usare al telefono:

Guten Morgen/ Grüß Gott, hier Herr/ Frau … am Telefon. Ich habe heute um xx:xx Uhr einen Termin für ein Vorstellungsgespräch in Ihrem Haus. Ich muss leider mitteilen, dass ich mit ca. xx Minuten Verspätung kommen werde. Entschuldigen Sie!

“Buongiorno, qui (vs. cognome) al telefono. Oggi ho un appuntamento per un colloquio nella Vs sede e devo purtroppo comunicare un ritardo di xx minuti. Prego di scusarmi!”
  1. Spesso all’accoglienza di un primo colloquio vi viene data la mano ( o no – la situazione Covid ha cambiato molto) e offerto da bere (acqua e/ o caffe‘ tedeschi ovvero acqua frizzante e caffe’ lungo) in segno di benvenuto. Accettate e mettetevi comodi, rispettando un tempo di attesa se chi vi intervista deve “raccogliere” per i corridoi un altro socio o collega. Nel frattempo potete usare questi minuti per prepararvi fisicamente e psicologicamente alla conversazione.

Recruiter/ Titolare: Hallo, möchten Sie einen Kaffee oder ein Glas Wasser zum trinken? Ich würde in einigen Minuten bei Ihnen zurückkommen

Recruiter/ Titolare: “Salve, desidera un caffe’ o un bicchiere d’acqua? Ritorno tra qualche minuto da Lei…”

Voi: Ja gerne/ Ja nur ein Glas Wasser wenn möglich, danke.

Voi: “Si prego (in Germania non si dice per favore)/ Si solo un bicchiere d’acqua se possibile.”
  1. Un consiglio iniziale: lasciate la prima parola ai “padroni di casa” e subentrate quando vi viene concessa. Le personalita’ troppo dominanti risultano inopportune in questi contesti e esprimono una scarsa capacita’ di autoregolazione emotiva. In Germania un “NO-GO”. Quindi state tranquilli, lasciate spazio all’ascolto e concentrate tutte le domande alla fine.
  2. Il momento della presentazione, ovvero il vostro momento: fate in modo che non sia una ripetizione a “pappagallo” del vostro curriculum. Quello dovrebbero averlo letto gia’ e se non lo hanno fatto, li pigliate subito e la figuraccia non cade su di voi. Cercate di capire cosa veramente contraddistingue la vostra figura e potrebbe, per quella posizione, regalarvi uno scarto su un candidato tedesco. Ad esempio: la conoscenza di una lingua in piu’ se richiesta, un’esperienza accademica o lavorativa particolare e inerente…studiate un discorso fluido, originale ma allo stesso tempo alla vostra portata! E non dimenticate di spiegare il perche’ vi siete candidati a quella posizione, dimostrando che siete veramente informati su di loro e che nutrite interesse ed entusiasmo nell’entrare a far parte del loro organico. Un buon incipit potrebbe essere ad esempio:

Herzlichen Dank für die Einladung zu diesem Vorstellungsgespräch. Ich bin seit xx Wochen/ Monaten auf Ihrem Unternehmen/ Büro/ Stellenanzeige aufmerksam geworden, da viele eure Tätigkeiten/ Projekte/ Suchkriterien meine Interesse wecken. Ich bin xx, seit Jahren im Bereich xx tätig…

“Vi ringrazio veramente per l’invito a questo colloquio di presentazione. Circa xx settimane/ mesi fa sono venuto alla conoscenza della vostra realta’ imprenditoriale/ del vostro studio/ del vostro annuncio di lavoro poiche’ molte delle vostre attivita’/ progetti/ criteri di ricerca stimolano i miei interessi. Sono xx (titolo di studio), attivo da anni in particolare nel settore (specializzazione lavorativa propria)”
  1. Il blocco domande su esperienze e situazione di vita. Questa fase e’ molto interessante e cerchero’ di aggiornarla in maniera ricorrente. Oltre alle domande sulla vostra esperienza lavorativa (su cui vi consiglio di non mentire MAI, anche per il fatto che dovrete presentare gli Arbeitszeugnisse dei lavori precedenti), il recruiter potra’ scivolare su alcuni domande personali cui secondo legge tedesca avete/ non avete diritto di interdizione:
  • Sempre illecite su: eta’/ provenienza geografica/ famiglia
  • Parzialmente illecite su: gravidanza in corso, confessione religiosa, relazioni di proprieta’, malattie trasmissibili, disabilita’, fedina penale
  • Lecite su: pena detentiva, clausola di non concorrenza, precedente datore di lavoro

Come comportarsi quindi se in sede di colloquio “scivola” una domanda scomoda? Qui vi espongo alcuni consigli:

  • Mantenete la calma

Non lasciatevi scoraggiare da una domanda scomoda. Continuate a dimostrarvi amichevoli e declinate gentilmente una risposta (ad esempio rispondendo ironicamente che non sapevate che parlare di piani familiari fosse requisito di assunzione nell’impresa!). O se proprio non volete affrontare una possibile reazione: sappiate che avete diritto di mentire.

  • Rimanete obiettivi

Anche se inizialmente vi sentite attaccati, dovreste chiedervi: la domanda è forse rilevante per questa posizione? È possibile che la domanda non sia stata posta in malafede! Non pensate subito male.

  • Disegnate le conseguenze

Se un recruiter si trascina da una domanda scomoda all’altra, bisogna fare il punto della situazione. Il datore di lavoro non è probabilmente quello giusto per voi. Ringraziatelo educatamente e terminate la conversazione. Se vi siete sentite discriminati, potete anche prendere in considerazione la possibilità di presentare in seguito un reclamo.

  • Domande proibite? Come candidato puoi fissare dei limiti

Come candidati dovete sottolineare i vostri punti di forza e le vostre competenze. Anche la vostra esperienza professionale, i vostri successi e – se richiesto – le vostre debolezze. Dovreste essere in grado di presentarvi in modo preciso e convincente. Ma non dovete per forza rivelare la vostra vita privata.

Un candidato informato, ma anche cosciente di tutto cio’ di cui sopra vi ho accennato e delle conseguenze che questo potrebbe comportare e’ sempre un professionista serio e affidabile. E se l’impresa non vi prendera’ NON SARA’ un’occasione persa. Sara’ un ambiente di lavoro costruito su valori e principi che non vi faranno crescere, come lavoratore e come persona.

  1. Il domandone finale sulle aspettative salariali. Come vi dicevo in questo articolo sempre:

Gehalt: jährlich, brutto, abgerundet

Stipendio: annuale, lordo e arrotondato

                E sempre ben pensato in relazione a parametri come titolo di studio, anni di esperienza, ruoli ricoperti e citta’ in cui vivete. Come ho gia’ spiegato in varie ricorrenze lo stipendio di un architetto residente a Colonia non sara’ mai uguale a quello di uno residente a Monaco di Baviera. Nell’articolo sul contratto tedesco (vi lascio qui il link) ho dato, alla fine, alcune indicazioni precise sulle fonti cui riferirsi per tutti gli architetti che qui mi seguono.

La domanda sullo stipendio deve arrivare solo dal recruiter, nella prima come nella terza o ottava intervista. A seconda della prassi di selezione dei candidati di quell’azienda. Ma e’ un numero che dovete avere chiarissimo sin da subito, e che sulla lettera di candidatura deve stare solo se esplicitamente richiesto dall’annuncio. Informatevi, confrontatevi, calcolate e definite.

  1. Le domande finali sull’azienda. Nel primo colloquio mi limiterei solo a delle domande relative a temi gia’ affrontati ma non parlerei o chiederei mai – almeno che non sia gia’ stato esplicitamente introdotto – di clausole contrattuali tipo ferie e premi. Una domanda importante ma allo stesso tempo a volte dimenticata e’ entro QUANDO vorranno scegliere il candidato. Avere in testa una data e farsi sentire pochi giorni prima (o dopo!) quella data e’ stato sempre colto da me come un gesto positivo, di interesse vero verso la posizione e la struttura.

Wüssten Sie schon, bis wann eine Entscheidung getroffen werden muss/ Wann hätten Sie vor eine Entscheidung zu treffen?

“Sapreste gia’ entro quando dev’essere definita una decisione/ Quando avreste pensato di prendere una decisione?”

Spero con questo articolo di avervi dato una prima idea su come funzioni un colloquio “standard” tedesco e quali aspetti dovete focalizzare durante il suo svolgimento. Per qualsiasi dubbio o domanda scrivetemi o seguitemi nelle mie avventure quotidiane su Instagram e Facebook.

A presto, Alessandra